Come concludere l’anno 2008, se non andando a sciare sull’Amiata (ben 2 piste sul versante grossetano) di martedì, quando pensi che ci sia meno gente?? In realtà, martedì 30 dicembre, mezza Grosseto era a lavoro, l’altra metà sull’Amiata a sciare (noi compresi: marco, andrea ed io).
Partenza ore 8.30 da Istia per arrivare il prima possibile sulle piste: tutto secondo copione, fin quando non si trova, a pochi km dal prato delle Macinaie, un Peugeottino bianco fermo, poco prima di un tornate, x mettere le catene.. "ah ah, il Peugeottino non ce la fa.." il nostro primo commento.. sorpassandolo, ci accorgiamo che c’era Lapo intento a mettere le catene.. "ciao Lapo!!"…. "Ciao" una mazza, perchè 10 metri dopo, in piena curva interna di un tornate all’ombra, e con la strada ghiacciata, siamo fermi anche noi.. nessun problema, catene a bordo, breve pit stop in curva, un paio di scivolini in terra miei e di marco, e dopo 10 minuti con i guanti da lavoro sporchi, siamo pronti a ripartire con le catene montate.. che meccanici (altro che ingegneri, dott. in economia e futuri architetti).. si riparte col sorriso sul viso, sorriso destinato piano piano a scomparire man mano che ci si avvicina alle piste: troviamo le prime macchineparcheggiate lungo la strada a quasi mezzo km dalle piste.. "ma quanta gente c’è oggi?? ma non potevate andare a lavoro??". Non c’è posto per la macchina: quindi lo si inventa: oltrepassato il prato delle Macinaie, dove tutte le macchine sono parcheggiate lungo la strada in verticale, nell’unico pertugio rimasto, ci metto la mia… in orizzontale!!! col muso rivolto verso la strada.. tanto qui le multe non le fanno..
Il sorriso che si stata affievolendo, si capovolge completamente quando ci accorgiamo che per noleggiare l’attrezzatura c’è circa un’ora di fila e altrettanto tempo occorrerà per gli skipass.. ci dividiamo: andre, che ha gia lo snow, va a fare gli skipass, io e marco a noleggiare scarponi e sci.. quando restano 6 persone davanti a noi, si affaccia il noleggiatore che grida "snowboard finiti! e anche gli scarponi dal 43 in su!" "maremma, meno male prendiamo gli sci, ma almeno un 43 occorreva a entrambi!". Quando tocca a noi, erano rimaste le ultime 4 coppie di scarponi numero 42.. "vanno benissimo!".. nel frattempo ci telefona andre "faccio gli skipass pomeridiani, manca mezz’ora alle 12 e per così poco tempo conviene.." ok.. la nostra giornata sulle piste inizia quindi alle ore 12, quando gli skipass pomeridiani entrano in funzione, da maremmani doc.. "ma finchè gli impianti non chiudono, glieli uso tutti" era il nostro pensiero comune..
Giornata splendida: sole, niente vento, visibilità ottima, freddo secco, neve abbondante e bella fresca.. non si poteva scegliere giornata migliore.. almeno questo!
Dopo diverse piste nere, tipo la Direttissima, qualche capitombolo di andrea e marco (fantastico nella neve fresca, perfetto stile fumetto!) si passa sul versante senese (tocca anche sciare in prov di Siena, non solo l’università, uffff…). Anche qui pista nera del Crocicchio, deserta.. Avevo pensato di farla in due tempi, prima i tre curvoni più alti ed infine il lungo rettilineo.. avanti io, poi marco e andrea.. tutto bene, concentrazione, gambe che lavorano come ammortizzatori, finchè i miei progetti non si infrangono nello stesso sasso di ghiaccio sul quale sbatte anche il mio sci sinistro, che si stacca, facendomi cadere in avanti.. avevo quasi finito i tre curvoni che poi immettono sul rettilineo finale.. ti rendi conto della velocità che avevi preso solo nel momento in cui vai a frenare e non ti fermi… penso che una ventina di metri ruzzoloni gli ho fatti tutti.. per fortuna niente di rotto.. mi rialzo e vedo anche marco in mezzo a una nuvola bianca.. andrea non lo vedo proprio… bene! dopo esserci ricongiunti, si riparte fino alla fine: il rettilineo finale e veramente lungo, tutto all’ombra, ma bello e impegnativo.. giungo comunque alla fine senza ulteriori problemi.. Stanno quasi per chiudere gli impianti, ore 15.45: c’è tempo per una risalita e una discesa sul versante grossetano, per tornare alla Freddy’s car.. c’è tempo anche per qualche video:
Questo è uno "esterno", su youtube arriverà presto anche un "camera-car" da me fatto.
Riconsegnata l’attrezzatura e mangiato un boccone di pizza, siamo pronti per il ritorno a casa ore 17 circa: non sapevamo che il meglio della giornata doveva ancora arrivare.. lasciamo le catene montate, per qualche km, non si sa mai.. la Freddy’s car d’altronde è una sporting: sull’asciutto va forte, ma sulla neve è un casino.. dopo qualche km si tolgono le catene, e qui, forse, era meglio avere in macchina un meccanico vero, piuttosto che un ing., un dott. e un futuro arch… ci fermiamo in un rettilineo, batteria accesa e quattro frecce inserite, ma andre commette l’errore di non sganciare le catene prima di toglierle.. dopo qualche tribolazione ci accorgiamo della dimenticanza e rimediamo.. troppo tardi: quelladestra, sul ciglio della strada, non crea problemi, quella sinistra s’era incastrata da qualche parte dietro al cerchione Abarth, probabilmente nell’ammortizzatore o da qualche altra parte.. inizia a farsi buio.. qualche cm in avanti, qualcuno in dietro.. niente, non viene.. visibilità scarsa.. "qualche soluzione?" "smontiamo la ruota" propongo io.. sembra essere l’unica soluzione.. giacchettino catarifrangente, triangolo posto all’inizio del rettilineo, e lavorare! Il cric lo sistemo io, sul montante, ma la strada è in discesa, al buio e ghiacciata: mi sembrava che qualche cosa si fosse spostato, ma non capivo cosa… alzo la macchina, ma non sembra muoversi più di tanto… strano.. levati i bulloni al cechione, proprio mentre andre sta togliendo la ruota si sente "crac!"… silenzio… "andre attento alla ruota!"… riusciamo a togliere quella maledetta catena.. le mani nude iniziano ad essere sporche, fredde e piene di tagliettini… vabbè, poi tanto c’è la mia dolce Francy che me le coccola, torneranno a posto… sempre più buio: l’unico cel con la luce si spegne, batteria finita a causa del freddo… non si vede veramente a un palmo dal naso, a tentativi si prova a rimenare la ruota.. niente da fare.. sembra che non ci sia spazio per rimontarla, che il freno, l’ammortizzatore e tutto il resto siano più bassi del normale… passano poche macchina, nessuna si ferma, ma passando illuminano brevemente il nostro posto di lavoro.. è proprio con la luce di una di questa che mi rendo conto di cio che era successo: il cric si era spostato, non appoggiava piu sul montante della macchina, ma sulla carrozzeria! e il "crac!" di prima era quest’ultima che s’era mezza sfasciata sotto lo sportello, proprio vicino alla ruota.. mi passano mille pensieri per la testa in pochi secondi, il più forte di questi è l’immagine dl mi babbo con un legno in mano che mi insegue… e pensare che proprio pochi giorni fa ho ordinato la nuova macchina, e che questa andrà in pensione… meglio tornare al nostra problema: questa ruota che non entra… sistemiamo meglio il cric, la macchna finalmente si alza, ma il risultato non cambia.. la pazienza di ogni essere umano ha un limite, e le nostre stavano per oltrepassare i rispettivi limiti.. all’improvviso una macchina si ferma, sono circa le 18 e 20: un ragazzo della nostra età scende e ci presta un aiuto, illuminando la macchina: tutto questo in mezzo di strada.. con la luce, il gioco è facile: la ruota si monta, bulloni ben stretti e cric abbassato, il tutto in meno di un pit-stop Ferrari al gran premio di F1.. sembra risolto tutto, ma mi accorgo di un qualche cosa di strano: le 4 frecce fanno una luce strana, e anche il quadro mi sembra leggermente diverso, più debole.. "no, non puo essere quello penso io.." e invece era proprio quello: il freddo aveva scaricato la batteria che era stata accesa per più di un’ora, ferma e con alcune luci accese.. provo a mettere in moto: motore morto.. attimi di silenzio, qualche profondo sospiro, sguardi che si incrociano.. il ragazzo che s’era fermato non aveva i cavetti in macchina.. e nemmeno io, li avevo lasciati in quella del mi babbo.. "ragazzi, c’è da spingere".. meno male che il rettilineo scelto era abbastanza lungo: in discesa, strada oramai ghicciata, illuminazione fornita dai fari dell’altra macchina ferma in mezzo di strada, mani più nere di quelle di un minatore, in fondo una curva a sinistra… e a motore spento i freni, ovviamente, nin funzionano perchè non c’è in circolo il liquido dei freni.. proviamo: partenza a spinta, quadro acceso, frizione, innesto la seconda e giro la chiave.. per fortuna si accende proco prima della curva! motore acceso, qualche sgassata per scaldare il motore e portare su i giri, caloroso e doveroso ringraziamento ad Alessandro di Follonica che c’ha aiutato, raccolto il triangolo, le catene e una mano che mi era cascata dal freddo, ripartiamo: ore 18 e 45! primi km adagio, giunti in pianura si inizia a rientrare nella normalità.. sulla quattro corsie, toccando a malapena il volante con due dita, si oltrepassano lievemente i limiti di velocità: ore 19.35 arrivo a destinazione a Istia.. scarico tutto, saluto andre e marco, proseguo per Rispescia: finalmente a casa, doccia, cena e riposo… valutazione del danno alla macchina da parte di babbo: meno male non si è arrabbiato più di tanto…
Una classica giornata sull’Amiata trascorsa da tre ragazzi maremmani: che passione lo sci!
Era veramente un bel po’ che non scrivevo, o per un motivo o per un altro… Ma non potevo abbandonare il mio bel blog! E quindi, eccomi qua con un annuncio, preso in prestito da un’amica (Eli).. Eccolo:
Migliaia di utenti di Badoo vengono ogni giorno abbandonati al proprio destino… Non hanno nulla di cui vestirsi… a parte orrendi occhiali da sole, e son costretti a posare seminudi nelle foto, esposti alle intemperie… Sono creature affettuose, pronte ad affezionarsi alle ragazze a patto che respirino… Con l’iniziativa "UNA MAGLIETTA PER LA VITA", che già ha riscosso un discreto successo, avrai la possibilità di donare ad un badooniano morto di figa una maglietta (anche usata e/o sudicia) e una tapparella nuova, affinché egli possa finalmente vestirsi e ripararsi dai raggi del sole che lo costringono ad usare gli occhiali da sole anche in casa. Puoi contribuire a questa giusta causa anche semplicemente copia-incollando questo messaggio solidale nel tuo blog. Un tenero morto di figa ti vuole già bene e sta aspettando il tuo aiuto!
P.S.: Magari se l’iniziativa dovesse riscuotere il successo meritato, l’anno prossimo riusciremo a trovargli anche la casa… dato che molti di loro… vivono in bagno… non abbandoniamoli!
Ci sono dei posti e dei luoghi in cui ti senti sicuro, protetto e lontano da determinati pericoli (indistintamente che quest’ultimi siano rappresentati da persone o cose). Ognuno, penso, abbia di questi luoghi (che nei confronti di ben definiti “pericoli” assumono la connotazione di veri e proprio baluardi, da qui il titolo del post), luoghi che non necessariamente (e solamente) coincidono con la propria casa o camera: possono essere, a mio avviso, anche luoghi pubblici, uffici o posti simili. Proprio pochi giorni fa, uno di questi miei baluardi è stato raggiunto e “invaso”: uno dei posti in cui mi sentivo maggiormente sicuro e tranquillo. Quando ho realizzato ciò che si era verificato, in un’istante lì davanti a me, era ormai troppo tardi. Quel sorrisino non glielo potevo più torgliere: era una situazione talmente strana che non riuscivo a comprenderla. Ovviamente quell’ufficio non mi vedrà andar via per così poco (almeno finche potrò e soprattutto vorranno), ma ci dovremo abituare, credo a questo punto, ad una “convivenza” e ad una collaborazione. Me ne restano altri pochi di posti “off-limits”, ma quello era davvero uno dei miei preferiti e “garantiti”. Era. Ovviamente non si dice chi è “l’invasore”, ma non riesco a capacitarmi della sua scelta e della sua decisone (in netto contrasto, per altro, con il suo pensiero, espresso più volte, quest’ultimo, dalle sue parole). A che gioco sta giocando?? Non vedo l’ora di scoprirlo, e penso non ci vorrà molto quest’inverno..
Eh si, secondo me, il titolo di questo post, rappresenta proprio la realtà.. e ora vi dimostro il perchè: iniziamo col "perchè la vita è strana". Durante la maggior parte del tempo, non capita praticamente niente di rilevante: sempre la solita routine, le solite cose.. ma ci sono dei momenti in cui sembra proprio che il Signore voglia "giocare" con noi, con i nostri pensieri, i nostri sentimenti, le nostre emozioni.
Parlare con una persona, confidargli i tuoi pensieri più intimi; l’altra persona che fa altrettanto con te; e cammin facendo, ti rendi conto che i reciproci pensieri riguardano proprio colui che hai di fronte.. ma senza che nessuno dei due lo sveli.. sapere entrambi la stessa cosa, pensando che l’altro non la sappia, ma senza darlo a vedere: ponderare ogni pensiero, ogni parola..
Parlare poi con più persone, a distanza di tempo, ognuna delle quali ti confida dettagli e aspetti delle altre, senza che esse se ne accorgano: sapere dando l’impressione di non conoscere. Essere un punto comune di più fonti, senza che quest’ultime lo sappiano. E di tutto cio, te ne rendi conto nel momento stesso in cui questo accade: e ti meravigli della stranezza delle cose, della loro complessità, ma allo stesso tempo della loro bellezza. "Cose", situazioni, periodi che vanno a comporre, poi, quella che è la vita di tutti noi. E perchè non vivere fino in fondo, attimo dopo attimo, pensiero dopo pensiero, questa bellissima e strana vita? Ogni tanto capita che qualche ragazzo o ragazza si tolga la vita: ma la curiosità di vedere, di provare, di vivere il giorno dopo, ma non c’è? L’attesa per il compiersi dei fatti, della nostra storia, delle altre storie, non spinge così forte da far vivere con la voglia di andare a letto la sera per riposarsi e con la voglia ancora maggiore, ogni giorno, di risvegliarsi per continuare il nostro cammino? "Ogni giorno che abbiamo vissuto, non ne vale mille da dover vivere" (by Freddy).
Ogni tanto capita che qualcuno mi chieda il significato del mio nick: exige84. Oltre la data di nascita, il nick si riferisce al nome di una macchina, stradale ma molto sportiva, della casa automobilistica inglese Lotus. Vederle per strada è molto raro (sia l’exige che l’elise, l’esprit e l’elan..) però mai avrei immaginato di trovare la seguente foto: non solo una exige arancione, colore adatto a questa vettura, e per di più in perfetta forma racing, ma addirittura data in dotazione alla polizia australiana!!! Quasi quasi provo a fare il poliziotto tra i canguri.. Sono stato due settimane in Australia quest’estate, ma di "exige della legge" nemmeno l’ombra..
Non tutti i pomeriggi sono uguali, specie d’estate.. in alcuni non hai niente da fare per ore e non sai come arrivare a sera, in altri invece il tempo per fare tutto cio che hai da fare non è mai abbastanza.. ieri, o il tempo a disposizione era poco, o le cose da fare erano troppe (forse la seconda!). Partenza da casa alle ore 14.05 (dopo aver visto la gara Olimpica in cui Igor Cassina arriva quarto) per essere a Sassofortino alle 14.30 (andando un po’ più spediti del solito per strada): dovevo prendere da don Aimè i video della gm di Sydney, avevo con me il portatile. Io arrivo puntuale, lui no: 20 minuti di ritardo. Appena da me, mi illustra tutta la chiea, la canonica e gli spazi esterni.. finalmente ci mettiamo a lavoro: per trasferire 19 Gb di video, dalla telecamera a questo portatile da cui sto scrivendo, quest’ultimo ci impiega appena 20 minuti. recupero un po’ di tempo. Poco prima di partire alla volta di Roccastrada per trovare stefano, Aimè mi propone di far visita a Giovanni: altra sosta a casa di giova, due chiacchiere e poi ripartenza.. la strada per arrivare a Roccastrada da Sassofortino è veramente bella: sali, scendi, curve, allunghi.. se non fosse stato per quel pandino trovato ad intralciare, mi ci sarei divertito anche di più, ma va bene così.. nel frattempo, nei pochi momenti liberi, rispondo ad alcuni sms necessari per organizzare la sera al cinema.. arrivato da ste, mentre stava sistemando l’oratorio, mi consegna un cd con alcune foto da far sviluppare, entro la mattina successiva, a grosseto.. anche qui un breve saluto e pronto rientro in grossetocity: ore 17 circa. Passo al negozio di foto dove lavora Betty e lascio il cd: nel frattempo avevo sentito cesare e virginia al cel: il primo era a casa, la seconda in biblioteca a studiare. Sento anche alessio: era da poco venuto via dal centro, altrimenti ci saremmo trovati.. oramai che ho fatto trenta, penso bene difare trentuno: vado a trovare don Pierdante. Lo trovo come sempre nel suo ufficio, indaffarato a pianificare i prossimi 35 anni di attività della nostra Diocesi, gli consegno il cartello della "gmg di castiglione" che qualche notte prima avevo staccato da un palo a castiglione, per l’appunto. Dopo soli 45 minuti finisce di illustrarmi tutte le attività diocesane previste per il prossimo anno.. sono circa le 18.30, fortunatamente mi viene in mente che devo passare dalla Salus a ritirare alcuni risultati delle analisi che avevo fatto al fegato: meno male che lì sono veloci (anche se sono dall’altra parte di grosseto), 10 minuti e riesco con i risultati in mano.. posso tornare a casa.. ultimo incrocio prima di uscire da Grosseto: patrizio sul marciapiede che torna verso casa! breve stop per un saluto, anche a casa ai suoi genitori, e ripartenza definitiva verso Rispescia.. nel frattempo di tutto questo, avevo avvertito a casa che sarei tornato a cena a casa, poichè s’era stabilito con gli altri ragazzi di andare al cinema alle 22.30. Arrivo a casa pari pari per la cena: breve riposino dopo mangiato e via, verso il cinema (dopo esser passati da istia pr prendere gi altri). Il film finisce all’una di notte: perchè non andare dal bombolonaio? andiamo! dopo aver riempito lo stomaco di bomboloni e nutella (che si aggiungono alle buonissime caramelle del cinema!) e dopo esser ripassati da istia, alle 2 e mezzo circa arrivo a casa: prima di spengere il motore, guardo per curiosità il quadro della macchina: 155 Km percorsi nel solo pomeriggio in appena 2 ore e 40 min di mia prensenza nella macchina stessa. Finalmente il letto, dopo un normale e riposato pomeriggio estivo di relazioni interpersonali… e ora (cioè il giorno dopo a tutto cio) tra pochi minuti partenza per siena, ovviamente con la sporting Freddy car, e rientro previsto prima di cena..